Hercule Poirot

Poirot era un ometto dall’aspetto straordinario. Era alto un metro e sessantacinque, ma aveva un portamento molto eretto e dignitoso. La testa era a forma di uovo, costantemente inclinata da un lato. Le labbra erano ornate da un paio di baffi rigidi, alla militare. Il suo abbigliamento era inappuntabile.”

Hercule Poirot è il personaggio maschile fittizio creato da Agatha Christie e introdotto nel nostro mondo di fantasia in “Poirot a style court”.

È il periodo delle grandi guerre quello vissuto da Poirot. Egli è costretto a rifugiarsi in Inghilterra, abbandonando il Belgio, la sua casa. In questa nuova terra, dove è accolto come l’investigatore più famoso al mondo, Hercule è molto spesso affiancato nelle investigazioni dal fidato amico, il capitano Hastings e dalla scrittrice Ariadne. Il primo è descritto da Poirot stesso come ” di un’imbecillità commovente “. È diametralmente opposto al nostro detective. Timido, ingenuo, terribilmente impacciato. Sono numerose le circostanze in cui Poirot si ” prende gioco ” di Hastings. Senza cattiveria alcuna ma semplicemente giocando su quella che è la natura tutt’altro che perspicace ed intuitiva dell’amico.

Un’altra figura che camminerà spesso al suo fianco è, per l’appunto, la scrittrice di gialli, Ariadne Oliver. Diversamente da Hastings, è dotata di acume, intelligenza pura nonostante alle volte manchi di logica e di senso pratico. Si vocifera che la signora Oliver sia un po’ l’alter ego della Christie stessa dal momento che sono tanti i profili somiglianti e coincidenti tra le due.

Un tratto distintivo di Hercule Poirot, oltre a numerose manie di perfezionismo, è che egli nutre una certa avversione nell’essere scambiato per francese. Ed è proprio in ” Aiuto Poirot! ” che la Christie arriva in soccorso del nostro investigatore. L’intero caso vedrà Hercule affiancato dall’ispettore Giraud, colui il quale si identifica come – il migliore detective della Francia – perlomeno fin quando Poirot non precisa che questo titolo avrebbe potuto calzargli perfettamente fino al suo arrivo sul territorio francese.

Giraud, antagonista nazionalmente parlando di Hercule, è descritto dalla Christie, infatti, come un uomo sgradevole. Arrogante, saccente. Il nostro ometto belga, se avesse potuto, gli avrebbe detto – the little gray cells are not working today, hein? – Ma si prenderà la sua rivincita, state tranquilli.

Adoro particolarmente Hercule Poirot. Perché ha un debole per le donne e la loro mentalità criminale. Salta all’occhio come in ” Doppio indizio ” Poirot si infatui fortemente della Contessa russa. Affascinato dalla sua genialità la lascerà libera dopo che costei avrà restituito quanto aveva precedentemente sottratto. Ma, anni dopo, quando la rincontrerà in ” Le fatiche di Hercule ” e verrà a conoscenza che la figlia di lei sia Marrascaud, non riserverà alla figlia il medesimo trattamento. Il vincolo familiare non lo persuaderà dal lasciare impunita l’omicida. Ricalcando le idee dei pensatori quali Durkeim e Focault, egli sostiene che il delitto sia una violazione gravissima nei confronti della collettività dei consociati. Una rottura dell’equilibrio sociale. Di conseguenza egli si adopera affinché L’assassino venga consegnato alla giustizia – il che molto spesso coincide con la morte di quest’ultimo mediante impiccagione – attraverso l’impiego dell’analisi psicologica, dello studio della mentalità umana e dei drammi più celati dei personaggi. Il tutto scandito rigorosamente da ordine e metodo.

Sono solamente due le circostanze durante le quali Poirot viene meno ai suoi stessi principi. Il primo si ha con ” Assassinio sull’Orient- Express “, in assoluto uno dei capolavori della Christie. In questo frangente Poirot concederà ai 12 ” assassini ” di farla franca addossando la colpa ad uno sconosciuto. Questi si sarebbe introdotto sul treno e avrebbe ammazzato l’italiano Cassetti, omicida in fuga che finalmente sarà consegnato ad una giustizia privata.

L’ultima circostanza si ha in ” Sipario – L’ultimo caso di Poirot “. Al termine del romanzo si comprenderà come il nostro antieroe abbia voluto accertarsi personalmente che l’assassino Norton, nonché manipolatore abilissimo, non possa più portare a morte certa alcuno. Sarà egli stesso che si premurerà di sparargli una pallottola in piena fronte. Al centro.

La Christie, infatti, si era definita stanca di questo – ingombrante fardello – che era divenuto Hercule Poirot. Di conseguenza pubblicò l’ultimo capitolo di questa famosissima saga che ella stessa aveva scritto diversi anni prima decretando, così, l’uscita di scena, ma non senza stile, del suo detective.

Molto simpatico è il fatto che la morte di Hercule Poirot sia l’unica morte di un personaggio fittizio pubblicata nella sezione dei necrologi del The New York Times.

Ciò che ho notato, sia leggendo i romanzi dell’autrice, che guardando i film da essi tratti, è che Poirot sicuramente emerge e si distingue perché dotato di una intelligenza fuori dal comune e da uno spirito di osservazione per quei dettagli che troppo spesso sfuggono ad un occhio poco attento… però non è mai circondato da personaggi che siano brillanti. Egli non è il migliore tra i migliori bensì il migliore in assoluto perché contornato da persone chiaramente non intelligenti o acute. E questo è sicuramente un peccato. Sarebbe stato più interessante, a parer mio, veder prevalere le sue cellule grigie su quelle di individui preparati e arguti.

Un altro aspetto che ho analizzato è il paragone tra Hercule Poirot e Miss Marple, personaggio femminile partorito sempre dalla Christie. Il detective ha un titolo, una fama che lo precede e sicuramente è a proprio agio collaborando a stretto contatto con la polizia locale. Invece, Miss Marple, rimane confinata nel paesino di St Mary Mead, stigmatizzata come la vecchina zitella e invadente. Forse questa differenza pare rispecchiare la società fortemente maschilista nella quale la Christie viveva all’epoca della stesura dei romanzi.

” Ho la capacità di vedere il mondo per come dovrebbe essere, e quando non lo è, l’imperfezione risalta come una macchia nera sopra una tela bianca. “

Un pensiero riguardo “Hercule Poirot

  1. Articolo magistralmente scritto che evidenzia una passione per ciò che è il lato oscuro della mente umana, quello più nascosto che mette a dura prova la macchiavellica intelligenza del nostro amato Poirot.
    Finalmente un blog che ci accompagna a passo felpato in questo mondo di mistero.

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