Arrivederci Professore

Spero che i vostri genitori vi abbiano detto che moriremo tutti alla fine! È come se galleggiassimo senza vivere e voi avete un’occasione, afferratela, stringetela, fatela vostra! Non lasciate che vi sfugga neanche un momento!

Cosa fareste se, dall’oggi al domani, la vostra vita fosse sconvolta dalla diagnosi di un tumore al quarto stadio? Questa è la prospettiva che si trova a fronteggiare Richard, alias Johnny Depp, professore di letteratura all’università.

Il regista si affaccia alla complessa e dolorosa tematica della malattia alternando scene indubbiamente spiritose e teatrali a sequenze assolutamente drammatiche e gravi confluendo in una regia semplice ed essenziale.

Sin dalla comprensione della sua condizione, Richard, scatena una pluralità di atti di ribellione contro la mediocrità della vita da lui fino a quel momento condotta. Si lascerà andare ad eccessi ( sperimenta nuove esperienze sessuali , droghe leggere e beve fino a stordirsi).

Questa pellicola che potremmo definire una dark comedy, conduce il professore a comprendere, altresì, che abbia trascorso molti anni della sua vita accanto ad una donna che non ama. Una donna che prova, tra l’altro, piacere nel confessargli la sua infedeltà.

I sei capitoli nei quali la trasposizione è articolata, dovrebbero rappresentare le tappe del percorso di accettazione del professore. Esordendo con la rabbia iniziale, proseguendo con la ribellione e culminando nella totale accettazione nonché rassegnazione alla sua ineluttabile e inesorabile sorte.

È una presa di coscienza sempre più tangibile del valore che la vita ha per ognuno di noi. Improvvisamente ci si rende conto di quante scelte siano state commesse con imponderabilità e avventatezza. Quante persone, soprattutto al giorno d’oggi, preferiscono accompagnarsi piuttosto che svegliarsi soli nel letto? Anziché far fronte alle avversità e ad i problemi inevitabili della vita con le loro sole forze? La realtà odierna è divenuta via via una sempre più pericolosa successione di menzogne, sotterfugi, tradimenti ed illusioni.

L’uomo si accontenta di un amaro e non certamente appagante destino. Correre rischi spaventa. Sovvertire il sistema, sconvolgere un assetto precostituito è impensabile. Ed è soltanto alla fine della sua breve esistenza, come una doccia ghiacciata, che il protagonista si rende conto di dover rompere i suoi schemi. Di dover infrangere quella parvenza di promessa di matrimonio pronunciata tanti anni addietro e mai veramente mantenuta… Di inseguire ciò che realmente gli preme. Dare sfogo ai sentimenti ritrovati. Stimolare i suoi studenti a liberare la loro voce. E, lentamente, strappa il velo di finzione dalla sua vita privata e pubblica.

Quello che personalmente auspico è di non trovarmi mai a dover fingere con me stessa e con gli altri. Di guardarmi allo specchio ed essere sempre orgogliosa della persona che sono. Di non dover scendere a compromessi nè accontentarmi di avere qualcuno al mio fianco e tantomeno condurre una esistenza da me medesima detestata.

La vita è una sola e siamo noi gli sceneggiatori e attori della stessa.

Un pensiero riguardo “Arrivederci Professore

Lascia un commento