Stanno tutti bene

Quando siete pensionati, per di più vedovi e a giorni ricorrerà la festa del ringraziamento, cosa fareste? Frank decide, dunque, di organizzare la cena della ricorrenza presso casa sua in modo tale da riunire tutti i figli che, da trent’anni, vivono ciascuno per conto proprio. È proprio quando una serie di apparenti imprevisti rende impossibile per i figli recarsi dal padre, che quest’ultimo decide di accertarsi personalmente della loro condizione. Inizia così un piccolo viaggio attraverso gli states, incauto dei consigli del medico curante.

Il figlio più piccolo, David, non verrà raggiunto fisicamente dal padre a NYC e quest’ultimo lascerà, perciò, una lettera al suo indirizzo.

Amy, invece, ha nascosto al genitore il fallimento della sua unione matrimoniale. Inoltre è in procinto di partire per il Messico per questioni legate proprio a David, il quale è stato trovato in possesso di droga.

Di fatto l’intento dei figli è quello di non mettere al corrente il padre dell’allarmante situazione in cui il fratello si trova onde evitare che le già precarie condizioni di salute di quest’ultimo si aggravino.

Un’altra spiacevole sorpresa vedrà protagonista Frank. Il figlio Robert è ” solo ” un percussionista. Si è dovuto accontentare di ciò che la vita gli ha offerto, richiudendo il cassetto contenente il sogno di diventare direttore di un’orchestra sinfonica..

Recatosi a Las Vegas dalla figlia Rosie, scoprirà che quest’ultima è una madre single di un bimbo nato da una precedente relazione ed è bisessuale.

Frank, avendo ultimato le pillole per il cuore, decide di rientrare a casa. Nel frattempo i tre figli si mobilitano presso l’ambasciata per scoprire cosa sia effettivamente accaduto al più piccolo di loro.

Frattanto Frank si rende conto che tutto ciò che pensava equivalesse alla verità sui suoi figli è, in realtà, una bugia. Un velo di menzogne che è stato finalmente scostato. Quanto può essere difficile raccontare la verità ai propri genitori? Si dice che i figli siano come aquiloni: i genitori insegneranno loro a volare ma questi non voleranno il loro volo… ed inoltre devono essere felici loro in prima persona e non fare te, genitore, felice.

Sentitosi male per la mancanza dei farmaci e ricoverato all’ospedale, frank si sveglia circondato dai figli. Quasi tutti. Robert, Amy e Rosie racconteranno così al padre che la morte della madre aveva gettato David in una profonda depressione ed era morto in Messico a seguito di una overdose.

Tornato a New York per comprare l’ultimo quadro di David, la titolare del negozio, ignorando la parentela dell’acquirente con l’artista, gli racconterà di come David avesse sempre raccontato di essere diventato pittore proprio grazie a suo padre e ai sacrifici di quest’ultimo.

Quando vieni al mondo, i genitori iniziano a fantasticare su cosa potresti diventare crescendo. Pensano allo sport che ti appassionerà, alla scuola che ti formerà, agli amici di cui sceglierai di contornarti .. agli hobby che ti entusiasmeranno…

ma, col tempo, realizzeranno che quello era il loro progetto. Probabilmente la loro proiezione del futuro e delle scelte che avrebbero voluto compiere.

Quanto è facile, dunque, scostarsi da ciò che avrebbero voluto tu fossi? A volte non basta andare bene a scuola, non arrecare sofferenze ne’ delusioni… a volte basta che tu abbia un interesse differente e non ben visto da loro, che la distanza fra te e loro diventa palpabile. I genitori sono i peggiori giudici dei figli. Difficilmente riescono ad accettarne tante sfumature. Ad abbracciarti oltre le evidenti differenze tra voi … come se andasse considerato l’involucro anziché la sostanza che vi abita dentro…

Ad un certo punto diventa una necessità primaria prendere le proprie cose e andarsene. Richiudersi la porta alle spalle con il vento freddo che ti taglia le guance ma gli occhi fissi verso quel punto che diventerà il tuo posto sicuro. Il punto caldo vicino al focolare.

A volte è necessario perdersi per un po’ …

per poi ritrovarsi ed accettarsi, finalmente, per ciò che si è.

Lascia un commento