Oggi non tratterò di alcun film. Alcuna storia condita di happy ending…
Ma la pura e semplice verità. La mia.
Sono fermamente convinta che le persone che incrociamo sul nostro cammino, con le quali entriamo in contatto e condividiamo qualche cosa, siano state poste sul nostro tracciato per un motivo ben preciso. L’errore in cui, sovente, incappiamo è non renderci conto che quella persona significhi molto più di ciò che inizialmente pensiamo. Quante nuvole ti servono per accorgerti del cielo??
Personalmente penso che, talvolta, la consapevolezza di ciò arrivi piano piano.. strada facendo… magari cambiando idea più volte. Inizialmente possono esserci le situazioni più complicate e disparate, le condizioni meno ottimali.. ma poi chiunque deve fare i conti con se stesso…rimanere intrappolati in una storia già finita? In un matrimonio infelice? In una realtà non appagante? Rinunciare alla propria indipendenza gelosamente a lungo custodita? Darsi per vinti e scegliere di continuare quella realtà che, nonostante tutto, appare più comoda e meno rischiosa?
Di solito si dice che se provi qualcosa per qualcuno, devi dirglielo. Smetterla di nasconderti e metterti a nudo. Questo fa paura. Perché dall’altra parte non sai se la persona si approfitterà di questo tuo sentimento, di questo tuo essere vera ed autentica, oppure farà di tutto per non ferirti ed essere sincero. O, ancora meglio, farà di tutto per non perderti. O non perderti del tutto.
Sono sempre stata una ragazza che mette se stessa in tutto ciò che fa, in tutto ciò che prova. Sorvolando il parere altrui, tralasciando i preconcetti e mettendo a soqquadro piani ben costruiti in precedenza.
Ma se si fosse soli in questa lotta? Se l’altra persona non avesse il coraggio di sbaragliare tutto ciò che non è vita per buttarsi a capofitto in qualcosa privo di garanzie ma ricco di sentimento?
Una persona a me cara mi ha detto che è meglio provare sentimenti e soffrire piuttosto che essere aridi e non soffrire mai…
ma fino a che punto una persona deve lottare? Fino a che punto deve cercare di “forzare” le cose o far capire all’altro che con questa persona vorresti tutto? Perfino farti piacere cose che non ti sono mai piaciute prima?
Come fai a spiegargli/le che lo/la vorresti vedere anche solo cinque minuti al giorno, che vorresti raccontagli/le la tua giornata ed i pensieri che ti frullano in testa?
Che quando sei triste e sconfortato/a vorresti trovare riparo in un suo abbraccio?
Che fare l’amore con lui/lei è bellissimo e vorresti fosse solo tuo/a?
Come si fa ad esprimere tutto questo senza spaventare l’altro? Senza risultare opprimenti o folli? E soprattutto, se l’unica a sognarlo fossi tu?
Quindi, molto spesso, rimaniamo in silenzio ed iniziamo a sperare. Attendiamo un cambio di rotta, un colpo di testa… una illuminazione.. una presa di coscienza.. una corsa contro il tempo…
E questa speranza ci rende più sereni. Ci fa sperare che non sia tutto finito. Non sia tutto perduto. Perché alla fine, chi può sapere come andranno le cose? Chi lo sa che le situazioni non mutino più repentinamente di quanto inizialmente si aveva calcolato?
Osa, che a rinunciare sono bravi tutti.






