
Istintivamente sollevò il bacino. Lui le tolse gli slip, scorrendo lungo le cosce, poi risalì e iniziò ad accarezzarla con la mano.
Il suo membro duro e caldo era appoggiato al suo fianco, mentre le succhiava un seno. La sua mano esplorava la sua intimità.
Lei gli afferrò i capelli e tirò. Cercò avidamente la sua bocca e la baciò. Uno di quei baci nei quali ti perdi e ti scordi dove ti trovi. Ma non con chi. Si girò un poco verso di lui sollevando una gamba, subito sentì la bocca di lui leccare la sua fessura umida. Si contrasse e gemette.
Lei fece scorrere la mano sul membro eretto. Già colava. La bocca di lui la inchiodò al piacere. Le mancò il respiro. Lo voleva così. Sempre. Ogni giorno. Si sentì girare con forza e si ritrovò prona, con il peso di lui sopra. Quel peso che sempre avrebbe voluto la schiacciasse… fuori era buio . Si sentivano solo il belare delle pecore e lo sciabordio dell’acqua. Gemette e si contorse.
Innumerevoli sono le sequenze cui pensiamo quando ci immaginiamo scene di amore. Questa è la prima descrizione che mi è venuta in mente. Di amore proibito. Amore infedele. Amore passionale. Ci sono plurime forme di questo sentimento. E ci sono innumerevoli modi in cui una storia può proseguire o interrompersi. Sono tantissime le vicende come “I ponti di Madison County”, in cui i protagonisti vengono investiti da codesto sentimento e vivono pochi giorni di pura passione. Dopo questa brevissima parentesi il protagonista maschile deve ripartire e chiede a Francesca di andare con lui. Ma ella ha un marito e dei figli ed il senso del dovere è troppo grande per prendere e lasciare tutto. Così rinuncia a lui. A quella vita appagante e ricca di sentimento cui aveva sempre anelato.
Non passerà giorno senza che lei rimpianga la scelta compiuta. Quando il marito morirà, e si darà la possibilità di essere felice andandolo a cercare, apprenderà la notizia della sua prematura scomparsa.
Mi rendevo conto che l’amore non obbedisce alle nostre regole.
Personalmente ho conosciuto parecchie persone che rimpiangono le decisioni prese. Che per paura o vigliaccheria non hanno vissuto ciò che, in quel momento, avevano tra le mani. Sono stati pavidi. Un po’ per difendere la propria immagine, un po’ per non uscire dalla comfort zone che si erano creati…. e mentre ascolto queste persone parlare del loro trascorso e farmi promettere loro che farò della mia vita la mia realizzazione più grande, osservo i loro occhi inumidirsi. Fuggire il mio sguardo. Guardare fuori dalla finestra verso questi monti così imponenti.. quasi a voler scorgere nel cielo un segno, un disegno….
Ecco, non c‘è niente di peggiore dell’aver rimpianti. Per ciò che saremmo potuti diventare, per ciò che avremmo potuto scegliere. Ci si accontenta troppo, oggi. Non si hanno più l’audacia e la grinta di lottare, di rischiare, di mettersi in gioco e anche di combinare follie. Molto spesso mi ripeto che la vita è una sola. E che noi siamo le nostre scelte.
La figlia di Francesca, scoprendo questa tormentata e mai cessata storia d’amore della madre, troverà la forza per compier quella scelta cui sua madre non era riuscita a dare forma. Lasciare il compagno per il quale non provava più nulla senza farsi turbare dai sensi di colpa.
Mi auguro di cogliere sempre il valore delle cose e delle persone qualora mi dovessero capitare dinanzi. Mi auguro di cambiare rotta e gettare la bussola qualora mi renda conto di non essere felice o appagata. Mi auguro di non essere definita per le mie parole bensì per le mie azioni. E mi auguro di aver sempre il coraggio di rialzarmi con più dignità di prima.
Ma, più di tutto, mi auguro di poter sempre scegliere ed essere viva.
Scegliere è la prova di vita!
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