Una stella nel cielo

“Che cos’è che stai appendendo alla testiera del letto, Mamma?”

“È un acchiappasogni, Eva. Allontanerà i brutti sogni e gli incubi per fartene fare di bellissimi.”

“Non puoi scacciarli tu per me i mostri mamma ?”

“Oh io ci proverò sempre, figlia mia.

Sempre. Ora chiudi gli occhi e cerca di fare bei sogni. Domani hai la sveglia presto. Notte, Eva.”

“Notte mami.”

Appena la porta si fu chiusa dietro sua madre e il rumore dei passi si fu allontanato giù per le scale, Eva si scostò le coperte di dosso e si alzò. Lentamente, si avvicinò alla finestra. Scostando le tende intravide la luna: grande, quasi piena. Luminosa.

Quanto le mancava. Aveva lasciato un vuoto immenso dentro di lei. Adesso non poteva più chiamarla al telefono per raccontarle le giornate scolastiche. L’ingiustizia di un esito negativo, la discussione con la compagna di banco. O la pressione dell’allenatore che le urlava i tempi tra una bracciata e l’altra a bordo vasca.

Alzando lo sguardo e cercando di guardare quale linea potesse tracciare immaginariamente tra le stelle, pregò che sua Nonna fosse tra esse.

Che in qualche modo potesse tenderle la mano dal cielo fino a raggiungerla sulla terra e stringerla nella sua.

Quanto facilmente ci abituiamo alle telefonate quotidiane, pensò. Ai sorrisi, agli occhi che scrutano la tua emozione di fronte al tuo piatto preferito. La nonna era stata una di quelle donne che chiamandola le rammentava sempre chi fosse. La esortava a confrontarsi con la persona con la quale avesse avuto una problematica. La invitava a migliorarsi, a non chiudersi a riccio. Le insegnava l’amore, e la guardava con gli occhi più buoni del mondo.

Le era mancato il fiato quando sua mamma l’aveva chiamata per comunicarle la notizia.

Rispondendo al telefono stava già imprecando contro quell’ autista che, passandole accanto, le aveva schizzato addosso parte di quell’acqua che cadeva sin dalle prime ore della mattina. Una giornata gelida, pungente, di quelle che non vorresti nemmeno cominciare. Una pioggia torrenziale. Le strade allagate. Gli abiti bagnati.

Quando la telefonata fini, alzò gli occhi al cielo. In quell’istante, capì il perché di quelle gocce grandi e pesanti.

Un pensiero riguardo “Una stella nel cielo

  1. Lacrime simili a gocce di pioggia… lacrime che non si asciugano mai per un dolore che accompagna e culla in una ninna nanna senza fine Brava Eva!! Lo si vive, lo si percepisce, lo si accoglie questo amore così potente.
    Righe colme di sentimenti così veri!!!

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